• Document: LA QUALIFICAZIONE DELLE MISCELE DI CALCESTRUZZO Giancarlo Rinaldi (Italferr SpA), Giorgio Estrafallaces (Italferr SpA)
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LA QUALIFICAZIONE DELLE MISCELE DI CALCESTRUZZO Giancarlo Rinaldi (Italferr SpA), Giorgio Estrafallaces (Italferr SpA) Abstract L’attività di qualificazione delle miscele di calcestruzzo ha lo scopo di determinare le caratteristiche del conglomerato cementizio nel rispetto dei requisiti prestazionali definiti in progetto e/o espressi dal capitolato allegato al contratto d’appalto. Nel seguente articolo vengono illustrate le modalità di qualificazione prescritte dalle disposizioni di legge vigenti, nonché quelle previste dal Capitolato di Costruzione Opere Civili di Italferr SpA, società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Premessa Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 14.1.2008 (nel seguito NTC) richiedono che i livelli di sicurezza di progetto siano mantenuti per l’intero periodo di vita nominale prescritto in relazione alle condizioni di carico e di aggressione ambientale previste per l’opera. In tale contesto, la valutazione preliminare della resistenza a compressione del calcestruzzo costituisce il presupposto fondamentale per l’affidabilità delle strutture. Le NTC assegnano al costruttore il compito di studiare la composizione di ciascuna miscela di calcestruzzo da utilizzare nella realizzazione di un’opera, “al fine di ottenere le prestazioni richieste dal progetto” e affidano allo stesso, la responsabilità del calcestruzzo prodotto anche quando lo studio della miscela è delegato ad altro soggetto (p.e. produttore di calcestruzzo preconfezionato). Nella fase di avvio alla realizzazione dell’opera, i requisiti della miscela di calcestruzzo specificati in progetto devono essere determinati in via sperimentale mediante prove condotte presso un laboratorio autorizzato di cui all’art. 59 del DPR n°380/2001 (1). A differenza del DM 9.1.96, le NTC escludono la valutazione preliminare della resistenza sulla base dell’esperienza acquisita (al pari del precedente DM 23.9.2005) ed estendono la determinazione anche alle altre caratteristiche indicate dal progettista (p.e. classe di consistenza, tempi di maturazione). Spetta al Direttore Lavori verificare il controllo di qualità del calcestruzzo dallo studio di qualifica preliminare all’impiego della miscela. In corso d’opera in particolare, il Direttore Lavori dovrà verificare che ogni fornitura in cantiere di calcestruzzo preconfezionato sia accompagnata da documenti che riportino gli estremi della certificazione di controllo di produzione in fabbrica. La qualificazione secondo le NTC Il calcestruzzo da utilizzare per scopi strutturali può essere prodotto con processo industrializzato e non, in impianti collocati all’interno o all’esterno del cantiere. Nel primo caso, l’impiego di calcestruzzo preconfezionato è subordinato al possesso di un sistema di controllo interno della produzione (Factory Production Control, FPC) conforme alle Linee Guida del calcestruzzo strutturale del MM.LL.PP. certificato da ente terzo indipendente accreditato dal Servizio Tecnico Centrale del C.S.LL.PP. Il costruttore deve presentare al Direttore Lavori prima dell’inizio della fornitura della miscela di calcestruzzo la sola certificazione FPC. Il sistema di controllo FPC introdotto dalle NTC, che non deve essere confuso con il sistema di gestione della qualità aziendale a norma UNI EN ISO 9001, comporta l’impiego di “apparecchiature adeguate per il confezionamento, nonché di personale esperto e di attrezzature idonee a provare, valutare e mantenere la qualità del prodotto”. Le prove di controllo della produzione condotte dal costruttore sono sostitutive di quelle effettuate dai laboratori ufficiali. Il Direttore Lavori potrà richiedere ugualmente evidenza del dossier di qualifica della miscela di calcestruzzo. Nel caso in cui il calcestruzzo venga prodotto direttamente in cantiere in volumi inferiori a 1500 mc, l’impiego della miscela può avvenire invece, solo a seguito della presentazione al Direttore Lavori 1 qualificazione miscele calcestruzzo.doc 50 dell’evidenza documentata dei criteri e delle prove che hanno portato alla determinazione della resistenza caratteristica. Lo studio preliminare di qualifica dovrà essere eseguito, a maggior ragione, anche nel caso di miscela che non rientri in una famiglia di calcestruzzo ancorché prodotta in un impianto industrializzato operante con sistema di controllo della produzione (2). Parimenti, una miscela di conglomerato cementizio deve essere preliminarmente qualificata mediante idonee prove di laboratorio qualora si utilizzino aggregati riciclati provenienti dal recupero di prodotti demoliti e frantumati conformi alla UNI EN 12620. Qualora il calcestruzzo sia confezionato in stabilimenti per la produzioni di elementi prefabbricati, la qualificazione del calcestruzzo è coperta dalla certificazione CE dell’elemento medesimo. Riassumendo: L’avvio dei lavori dev

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