• Document: Italo Calvino Gli amori difficili
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Italo Calvino Gli amori difficili «Se queste sono, per la più parte, storie di come una coppia non s'incontra, nel loro non incontrarsi l'autore sembra far consistere non solo una ragione di disperazione ma pure un elemento fondamentale - se non addirittura l'essenza stessa - del rapporto amoroso.» Dalla nota introduttiva di Calvino alla prima edizione. Indice Presentazione Parte prima: Gli amori difficili L'avventura di un soldato, (1949) L'avventura di un bandito, (1949) L'avventura di una bagnante, (1951) L'avventura di un impiegato, (1953) L'avventura di un fotografo, (1955) L'avventura di un viaggiatore, (1957) L'avventura di un lettore, (1958) L'avventura di un miope, (1958) L'avventura di una moglie, (1958) L'avventura di due sposi, (1958) L'avventura di un poeta, (1958) L'avventura di uno sciatore, (1959) L'avventura di un automobilista, (1967) Parte seconda: La vita difficile La formica argentina, (1952) La formica argentina (continuazione) La speculazione edilizia (1957) La nuvola di smog, (1958) Presentazione La prima edizione degli Amori difficili uscì nel giugno del 1970 presso l'editore Einaudi di Torino, primo e unico volume di una serie della collana «Gli Struzzi» dedicata a «I racconti di Italo Calvino». Per l'occasione l'autore scrisse una Nota introduttiva non firmata, che viene qui riprodotta quasi integralmente (sono state omesse poche righe, contenenti un elenco delle «opere principali»). In questo volume, la bibliografia specifica che segue di norma quella generale è stata ridotta al minimo: Calvino stesso, infatti, nel par. 3 della Nota introduttiva (La critica, qui a pp. 24-37 Braille, 1o vol.), cita e mette a confronto alcuni giudizi sul libro. 1. L'autore Il padre di Italo Calvino era un agronomo di San Remo che aveva vissuto molti anni nel Messico e in altri paesi dei Tropici; aveva sposato un'assistente di botanica dell'Università di Pavia, di famiglia sarda, che l'aveva seguito nei suoi viaggi: il figlio primogenito nacque il 15 ottobre 1923 in un sobborgo dell'Avana, alla vigilia del definitivo ritorno in patria dei genitori. Il futuro scrittore passò quasi ininterrottamente i primi venti anni della sua vita a San Remo, alla Villa Meridiana, che a quel tempo ospitava la direzione della Stazione sperimentale di floricoltura, e nella campagna avita di San Giovanni Battista, dove suo padre coltivava il grapefruit e l'avocado. I genitori, liberi pensatori, non diedero ai figli educazione religiosa. Italo Calvino seguì studi regolari a San Remo: asilo infantile al St. George College, classi elementari alle Scuole Valdesi, secondarie al R. GinnasioLiceo «G. D. Cassini». Dopo la maturità classica si iscrisse alla Facoltà d'Agraria dell'Università di Torino (dove suo padre era professore incaricato di agricoltura tropicale) ma non andò più in là dei primi esami. Durante i venti mesi dell'occupazione tedesca, passò attraverso le vicissitudini comuni ai giovani della sua età renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana, svolse attività cospirative e partigiane, e per alcuni mesi combatté nelle Brigate partigiane «Garibaldi» nella durissima zona delle Alpi Marittime, insieme al fratello sedicenne. Il padre e la madre furono trattenuti dai tedeschi come ostaggi per alcuni mesi. Nel periodo immediatamente seguente alla Liberazione, Calvino svolge attività politica nel Partito comunista (cui ha aderito durante la Resistenza) in provincia d'Imperia e tra gli studenti di Torino. Nello stesso periodo comincia a scrivere racconti ispirati alla vita della guerriglia, e stabilisce i suoi primi contatti con ambienti culturali di Milano (il settimanale di Elio Vittorini «Il Politecnico») e di Torino (la casa editrice Einaudi). Il primo racconto da lui scritto viene letto da Cesare Pavese il quale lo passa alla rivista che Carlo Muscetta dirige a Roma («Aretusa», dicembre 1945). Intanto Vittorini ne pubblica un altro sul «Politecnico» (cui Calvino collabora anche con articoli sui problemi sociali della Liguria). Giansiro Ferrata gli chiede altri racconti per «l'Unità» di Milano. I quotidiani sono a quel tempo di un foglio solo, ma un paio di volte alla settimana cominciano a uscire con quattro pagine: Calvino collabora alla terza pagina anche dell"«Unità» di Genova (vincendo un premio, ex aequo con Marcello Venturi) e di Torino (che ha tra i redattori per qualche tempo Alfonso Gatto). Intanto lo studente ha cambiato Facoltà: è passato a Lettere, all'Università di Torino, iscrivendosi - con le facilitazioni per i reduci - direttamente al terzo anno. A Torino vive in una soffitta non riscaldata: scrive racconti e appena ne finisce uno lo porta a leggere a Natalia Ginzburg e a Cesare Pavese che stanno rimettendo in piedi gli uffici delle edizioni Einaudi. Per non averlo sempre lì intorno, Pavese lo incoraggia a scrivere un romanzo; lo stesso consiglio egli riceve a Milano da Giansiro Ferrata che è nella giuria d'un concorso per un romanzo inedito, indetto dalla casa Mondadori come primo sondaggio dei nuovi scrittori del d

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