• Document: TECNICHE DI STESURA DEI VERBALI E GESTIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI
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TECNICHE DI STESURA DEI VERBALI E GESTIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI Area Affari Generali Istituzionali Partecipazioni Settore Rapporti con gli Organi Accademici Ciro Danzo – Anna Borghesi 13 maggio 2009 Per approfondimenti e richieste di chiarimento sulle materie oggetto del corso: aagg-roa.corsodelibere@unibo.it 1 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE LE CRITICITA’ DEL CONTESTO ATTUALE (fonte: CRUI gennaio 2009) Ampia rappresentatività come criterio prevalente di composizione degli organi Assetti di potere nella prassi non definiti Eccesso di assemblearismo, autoreferenzialità e conflitti di interesse Parcellizzazione e mediazione degli interessi Responsabilità non chiare sulle decisioni Frammentazione del circuito decisionale e sovrapposizione funzionale fra più organi Difficoltà ad assumere risoluzioni strategiche e di indirizzo Difficoltà di gestione e controllo su aspetti qualificanti Elevati costi organizzativi Sovraccarico e lentezza del processo decisionale 2 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE LE AZIONI PRIORITARIE SULLA GOVERNANCE (Linee guida del Governo per l’Università del 6/11/08) 1) Ridefinire il ruolo del Rettore creando le condizioni affinchè possa assumere la piena responsabilità delle sue decisioni e porre in atto la difficile sintesi fra esigenze interne ed esigenze esterne spesso contrastanti, incanalandole in una strategia generale per l’eccellenza della ricerca, la qualità della didattica, e l’innovazione organizzativa 2) Distinguere in modo netto tra le funzioni del SA e le funzioni del CA, riservando al primo il compito di rappresentare le istanze scientifiche ed accademiche, al secondo quello di definire le linee di indirizzo per la pianificazione strategica dell’Ateneo ed assicurare una prudente e corretta gestione ispirata agli interessi generali 3) Eliminare la duplicazione di organi e snellire i processi decisionali, in particolare integrare maggiormente la gestione della didattica e della ricerca attraverso processi di riorganizzazione dell’articolazione interna all’Ateneo (l’attuale riparto di compiti fra Facoltà, Dipartimenti, Corsi di Laurea è causa di inefficienza) 4) Limitare a non più di due mandati la permanenza in carica di Presidi e Rettori (max 6/8 anni) 5) Rafforzare la leadership istituzionale (attraverso attività di formazione per docenti interessati ad assumere incarichi direttivi) e la funzione gestionale (ponendo attenzione alla professionalizzazione di coloro cui competono responsabilità finanziarie, tecniche, amministrative) 3 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE Fonte:“Un patto virtuoso tra Università e Istituzioni: autonomia e responsabilità, governance, valutazione, reclutamento” Seminario del 24/3/09 Il punto critico nel disegno degli organi di governo riguarda i meccanismi di efficace composizione dei due principi ispiratori della autonomia e della responsabilità; questa richiede visibilità e identificabilità degli organi responsabili del governo dell’ateneo e rendicontabilità delle decisioni; a sua volta tale rendicontabilità richiede programmi definiti e verificabili così come criteri di valutazione puntuali. Connesso ad un maggiore decentramento dei processi decisionali, cui deve corrispondere un rafforzamento delle responsabilità, deve operare un meccanismo di virtuosa competizione interna per le risorse fondato sulla valutazione della qualità (modello di finanziamento su base valutativa ex Legge 1/2009 – nuova Agenzia di valutazione). Occorre disegnare il governo in modo da dare un ruolo appropriato a tutti i portatori di interesse (anche esterni), facendoli convergere sul miglioramento dell’efficienza e della produzione di conoscenza e professionalità. Obiettivo prioritario, per superare l’attuale assetto (che privilegia la collegialità a scapito dell’efficacia decisionale) è stabilire una limpida suddivisione di compiti fra i vari organi e far sì che a tutti i livelli le responsabilità gestionali siano attribuite sulla base di specifiche competenze. 4 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE (i punti qualificanti del nuovo disegno di legge) Valorizzazione del ruolo del Rettore; nomina i membri del CA; due mandati per 8 anni Consiglio di Amministrazione: funzioni di programmazione strategica e alta amministrazione; poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che lo statuto non assegna al Rettore; composizione ristretta (9 membri),

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